Castello di Poggio alle Mura - Castello Banfi
 
Castello di Poggio alle Mura - Castello Banfi
 
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La storia del castello

La posizione strategica tra Siena e la Maremma, ed i fertili terreni che lo circondano, hanno fatto del Castello di Poggio alle Mura una proprietà ambita e contesa a lungo nei secoli.

Il complesso si sviluppa per lo più tra il IX ed il XIII secolo, ma la sua origine è certamente anteriore. Alcuni sotterranei scavati nel tufo e tuttora visibili, oltre ad alcune urne di pietra e vasi in ceramica ritrovati durante l’ultimo restauro, fanno presumere, infatti, l’esistenza di un insediamento già in epoca Etrusca. I “conci” – pietre bianche tipicamente utilizzate nella costruzione di archi romani – inseriti nell’arco di ingresso sembrano, invece, testimoniare una successiva trasformazione in villa romana.

La prima citazione ufficiale è del 1318, anno in cui Poggio alle Mura appare all’interno del catasto descrittivo dell’epoca – la “Tavola delle Possessioni”– come inserito amministrativamente nella Curia di Camigliano ed appartenente agli eredi di Messer Mino di Neri dei Ranuccini. In seguito, con il passaggio dalla famiglia Ranuccini a quella Colombini, la tenuta passa dallo stadio di insediamento aperto a quello di centro aziendale fortificato (palatium seu fortelitia).

E’ la storia dei Conti Placidi, però, che più di tutte si lega a quella del Castello. Questa famiglia di nobili senesi con importanti incarichi di governo nella città, ne entra in possesso nel corso del quattrocento quale ricompensa per essersi distinta durante le guerre della Repubblica di Siena contro Firenze. Successivamente, ed in due occasioni  diverse, la proprietà viene loro confiscata dalla stessa Repubblica ed affidata allo “Spedale di Santa Maria della Scala”: nel 1483, con la cacciata dei Noveschi - il partito sostenuto dai Placidi - e nel 1487 – quando i Placidi vengono dichiarati ribelli. Nel 1529 i Conti riprendono però possesso del Castello e da allora governano indisturbati fino al 1959, anno in cui Poggio alle Mura viene acquistata da Giovanni Mastropaolo, un imprenditore italiano che aveva fatto la sua fortuna in Sud America.

L’ultimo passaggio di proprietà avviene, infine, nel 1983, quando il Castello, in condizioni precarie a causa dei danni subiti nel corso della II Guerra Mondiale, entra a far parte dell’azienda vitivinicola Banfi. Saranno i lavori di restauro voluti dalla famiglia Mariani – proprietaria dell’azienda - ed iniziati subito dopo l’acquisto, a riportarlo agli antichi splendori.

Attualmente il fortilizio si presenta con un impianto piuttosto vario dovuto alle sovrapposizioni storico-architettoniche. Ha uno schema compatto a pianta quadrata e due cortili interni con una torre merlata, utilizzata come torre di avvistamento verso il fianco nord. Sul lato opposto, invece, è la cosiddetta torre di “arroccamento” dove era collocata una scala che poteva essere ritirata in caso di assedio. All’esterno si trova una rampa di accesso poggiata su archi. Di particolare interesse sono il cortile quattrocentesco, con basse arcate su pilastri ottagonali e, all’esterno, la rara ed antica ghiaccera, con la caratteristica forma a tumulo. Da notare, inoltre, la lastra di marmo sul portale di ingresso, che riporta le notazioni sugli interventi al cortile effettuati nel 1654.